Home » EVENTI » Biennale delle Donne

Biennale delle Donne


Un'edizione teatrale al Forte Sangallo

61 Immagini

 

Nel 2016 Logos4art festeggia venti anni di passione per l'arte e la cultura: la grande Biennale dedicata all'arte femminile è approdata quest'anno nell'imponente mole del Castello Sangallo, per celebrare una stagione straordinaria di impegno e professionalità che ha coinvolto artisti e creativi, operatori del settore e personalità, sollecitandone l'attenzione su un tema di scottante attualità. Nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il  25 novembre scorso Maria Claudia Simotti, ideatrice e  curatrice della mostra, giunta alla sua V edizione, ha presentato la serata evento di premiazione della  manifestazione  che ha portato nella sontuosa edizione scorsa il pubblico numerosissimo delle grandi occasioni al Palazzo dell'Arte Moderna di Roma. Una nuova, potente chiamata alle arti rivolta alla migliore selezione di pittura, scultura, fotografia, design e moda, per coniugare all'arte visiva straordinarie performance poetiche, musicali e teatrali,  che hanno echeggiato nelle splendide sale della fortezza cinquecentesca, affacciata sul limpido azzurro del mare di Nettuno, in una settimana eccezionale di clima innaturalmente mite per la stagione.

Con l'accurata presentazione critica delle opere esposte all'attento pubblico presente ed alla giuria tecnica, presieduta dal Prof. Ruggero Lenci, architetto, pittore, scultore e docente universitario, si è aperta la cerimonia di premiazione, seguita dai brani a tema composti da Davide Fraraccio, che ha intrattenuto gli ospiti con una raffinata ed emozionante esecuzione, dalle inquiete sonorità del graffiante brano strumentale "Crisi" a quelli successivi, musica e parole profonde, intrise di nuove speranze e felici opportunità  come il bellissimo "Vita".

Nello spazio scenico ricavato nel lungo portico vetrato, a vista sulla corte e sul pozzo centrale, un drappo scarlatto su fondo nero interagisce con il candore eroico della statua prigioniera, rinchiusa dietro le sbarre dell'iniquità e della dignità torturata, opera preziosa di Aldo Gallina, in arte Jona, che ha scolpito l'esito dell'efferata crudeltà di una mutilazione, serrando la ferita insanabile nel gesto contratto del gesso che abbraccia e sigilla l'intimità violata nel blocco impenetrabile che fa delle gambe un'unico arto compatto e statico,  inciso dalla sofferenza  dei versi rivelatori che l'accompagnano : " Colpo dopo colpo/ hai percosso il mio corpo/come fosse un'incudine,/costruendo quel cancello/ che ora ti separa/dalla mia intimità." Dello  stesso autore, artista e poeta, che ha già all'attivo la pubblicazione di una silloge dal titolo "Angeli udibili" e sta preparando la nuova raccolta di poesie e immagini  " Relitti di debole luce", il dipinto dedicato al mondo dello showbiz, macchina cinica di falsi miti e di illusioni appariscenti, dialoga per contrasto con la purezza di una scenografia essenziale, esaltata nell'attesa dell'annunciato spettacolo teatrale,  mentre le note impeccabili del M° Mauro Restivo riempiono di trepidazione le alte volte del castello e un brusio incomprensibile provenie dal fondo della galleria. Una figura scalza e rutilante avanza ridendo acutamente e frivolamente a lato della platea dando inizio a sorpresa a "Tragicamente rosso": è la straordinaria attrice Chiara Pavoni, espressiva narratrice delle vicende di una nuova innocente Eva, prima donna di un inquietante eden corrotto e contemporaneo, che si produce in un monologo travolgente, un' interpretazione vibrante per la  variazione dei registri, dalla giocosa leggerezza dell'ingenuità ignara, al pathos struggente della passione irrisolta fino al capovolgimento in orribile tragedia , toccando tutte le corde dei sentimenti inscritti nella parabola di un amore tradito, offeso, violentato, fino al climax delirante del finale, con i testi incalzanti di Manuela Zanardella e la sapiente regia di Giuseppe Lorin. E proprio ai protagonisti dello spettacolo, tra i lunghi applausi di un pubblico attentissimo, vengono consegnate direttamente dalla mani della curatrice, visibilmente commossa, le prime coppe e pergamene della serata.

Prima di  proseguire entrando nel vivo della consegna degli ambìti calici rosa realizzati da Massimo Olivieri, arriva la menzione d'onore per Pasqualina Tripodi, in arte Pasly, reduce dal successo alla recente international fashion week,  designer di gioielli rivoluzionari, già presenti in numerose sfilate di moda, che si  impone con una linea caratteristica e innovativa di bigioux ecologici, mimetizzati in un allestimento naturalistico molto efficace: bacche, legni, conchiglie, sugheri e ciottoli, sostituiscono le pietre preziose del'oreficeria classica scoprendo la bellezza primigenia del frammento vivo che ha in se la linfa delle stagioni, talismano e fossile, pietra focaia che sprigiona benessere e calore: non solo una semplice scelta ecologica, spinta dal rispetto per l'ambiente ma la capacità visionaria dell'artista che possiede il talento dello stupore di chi sa guardare con occhi innocenti la pura preziosità del creato.

Il gran finale è tutto dedicato ai ringraziamenti ed alle foto di rito con le protagoniste della  Biennale, alla presenza delle autorità e delle personalità intervenute tra cui l'On. Nanda Salvatori,  Assessore agli Affari Generali del Comune di Nettuno che assieme al Consiglio Regionale del Lazio ha concesso il patrocinio alla manifestazione: Maria Claudia Simotti, presidente di Logos4art, procede alla proclamazione delle tre artiste più votate dalla autorevole giuria, (composta da Fabrizio Borni, Presidente Anpoe istituzionale, Roberto Nizzoli, promotore eventi galleria Vittoria, Patrizia Murazzano, scultrice e vincitrice scorsa edizione, Giovanna Cataldo, pittrice, autrice di un dipinto contro la violenza fuori concorso, Lorenzo Bulgarelli, disegnatore)

Terza classificata Alessia Scafetti, con la fresca gaiezza coloristica dei suoi agglomerati di volti di donne sgargianti, solidale coesione di visi angolosi e ammiccanti in una accentuazione di tratti somatici fauvisti. Secondo piazzamento per le composizioni immaginifiche di  Milena Quercioli, che incanta con l'empito suggestivo di una trasposizione simbolica delle sue visioni oniriche, in cui affiorano leggiadre danzatrici fluttuanti nella percezione mnestica che rielabora in immediatezza emotiva le figurazioni impresse sulla tela come in un iconico taccuino di viaggio.

Una vittoria netta e meritata spetta alla pittrice e affreschista Maria Pia Zaccaro, autrice di una impressionante personale nella sala del camino, invasa dalla potente esplosione di  cosmogonie di astri incandescenti, ondulazioni di materia fluida nel pulviscolo di filamenti luminescenti, che balenano nella tenebra fitta di orbite di pianeti e galassie in espansione, in una pulsazione dello spazio che ingrandisce e propaga la spinta di forze centripete oltre la superficie circolare dei tondi enormi, nel cui baricentro impregnato dal coagulo di energie vitali primigenie prorompe lo slancio acuto dello spirito: una visione quantica dell’energia fondamentale che regola il cosmo e la sua relazione segreta con l’uomo, che anima la figura icastica in cui s' incardina la rotazione dell’opera più imponente, l’urlo dell’anima, un vortice dinamico di intensità palpitante.

Ma tutte le opere presenti sono degna di nota, a sottolineare la selezione della curatrice, che ha coordinato perfettamente i vari momenti artistici, fasciata in un simbolico rosso e nero, accentuato dalle scarpe rosse emblema della battaglia culturale in tutto il mondo e da una coccarda con lunghi nastri ricadenti  per richiamare l'abito tradizionale del luogo, esposto nella sala d'ingresso. Nella ampia sala delle armi dalla venatura crepuscolare delle vedute cittadine di Maria De Marzo, che immerge la figure femminile in uno stupore estatico, uno spaesamento attonito di stampo intimista, si passa alle voragini di luce abbagliante di Giusy Dibilio, che perforano la tenebra fissa di un planetario minimo, in cui la  spinta generativa di una vegetazione arcaica, ricoperta dalla dorata sacralità di archetipo, deforma l'orizzonte in curvature ellittiche, cicliche dinamiche armoniche di sfere vitali. E proprio accanto al dipinto dell'albero su fondo scarlatto si colloca la tessitura minuziosa di Antonella Brunetti, che ricama come in una preghiera di mani operose, una siepe lussureggiante di corolle bianche e carminie, folta aiuola fiorita di femminilità, che chiede di non essere calpestata. Per assonanza logica si prosegue con le struggente sequenza di inquadrature anatomiche di Anna della Genga, che fotografa purpuree rose appassite su un corpo candido di alabastro, la cavità intima di un marmoreo ventre gelido sormontata di fiori disfatti  e la gamba cinta dal fiocco affatto seducente della commemorazione in una ispirata citazione delle celeberrime "Rose sanguinanti" di Salvador Dalì. Una carica coloristica impetuosa emerge e si rapprende in pastoso amalgama di densità materica nelle tele informali di Daniele Raillon che si inseguono in una carrellata di tinte decise e accostamenti audaci, risolti nel fil rouge della tonalità dominante, regina incontrastata della serata che si staglia anche nelle lucide sezioni geometriche, impronte nitide di elaborazioni astratte, percorse dalla pennellata corposa dell'altro artista francese presente, Fabrice Girardeau.

Con un festoso vin d'honneur offerto da Logos4art, fra magnifiche note musicali e interessanti spunti progettuali condivisi si chiude la bellissima Biennale delle Donne, che da appuntamento a tutti gli ospiti alla prossima edizione 2018.

 

Chiamata alle arti

Palazzo Arte Moderna 59 Immagini

Nell'anno europeo della conciliazione fra vita familiare e vita professionale, la quarta edizione della Biennale dedicata all'arte delle donne,  invade con la forza espressiva della creatività femminile, i prestigiosissimi spazi monumentali di White Gallery all'interno del Palazzo dell'Arte Moderna di Roma. Una vera e propria chiamata alle Arti, che Logos lancia, scoccando la freccia della propria passione ventennale per la promozione di eventi di alto profilo culturale e sociale. Dal 18 al 29 giugno 2014 la rassegna ideata e curata da Maria Claudia Simotti, direttore artistico, si snoderà lungo un complesso percorso espositivo nei magnifici saloni dell'elegante concept store che propone le maggiori griffe del lusso nel cuore della city economica della capitale. 

 

Una manifestazione ricchissima di contenuti che ha già ottenuto il patrocinio del Comune di Roma e della Regione Lazio, si avvale di un autorevole comitato d'onore e di una giuria tecnica di professionisti del settore e che rappresenta uno degli eventi di punta del ricco palisensto  promosso annualmente da Logos Iniziative Culturali in luoghi d'interesse storico e architettonico. Alla rassegna rosa si affianca l'omaggio degli "Uomini che amano le donne", coloro che  dedicano la propria acuta sensibilità artistica, il colore prezioso di un nobile "Pink heArt" a rappresentare la figura femminile e la sua trasposizione per eccellenza, nell' omaggio a Madre Natura. 

 

Una raffinata selezione di opere di pittura, scultura, grafica, fotografia, design, arte digitale e alta moda,  si esibisce nel  vasto anfiteatro di una "mese in scene" da macchina leonardesca, lo smisurato palcoscenico di 5000 metri quadri del primo lyfe store italiano, tempio del gusto più sofisticato, paradiso dell'eccellenza concepito come una straordinaria galleria d'arte del vivere,  nella moderna strategia di comunicazione di una imprenditoria illuminata capace di sognare nel tempo della crisi questo inaudito "barocco contemporaneo".

 

 

Presidente onorario

 

Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona

Museo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, imprenditore, collezionista, mecenate

 

 Comitato d’onore

 

 

Mario Baccini, Presidente Ente Nazionale Microcredito, gia Ministro della Funzione Pubblica

Mirko Coratti, presidente Consiglio Comunale di Roma

Daniele Leodori, presidente Consiglio Regionale del Lazio

Paolo Bartolozzi, già deputato Parlamento Europeo

Pasquale Calzetta, già Presidente Municipio Roma Eur

 

 

Presidente di Giuria

Alfio Mongelli, Presidente Rufa, Rome University of Fine Arts

 

Giuria

 

Anna Silvia Angelini, presidente Aide

Renato Giacomo Bisso, scultore

Fabrizio Borni, presidente Anpoe

Carmela Iovine, organizzatrice eventi culturali

Gualtiero Redivo, artista

Giorgio Palumbi, critico d’arte 

Massimo Pezzella, collezionista

Mimma Pisani, artista

Vincenzo Varone, docente Accademia Belle Arti

 

 

Artiste della Biennale delle Donne

 

Sabrina Barbagallo, personale di pittura

Susi  Lamarca, personale di digital art

Angela Balsamo. Caterina Borruso. Giovanna Cataldo. Stefania Cavalieri. Linda de' Nobili. Annamaria Di Nitto. E.vasiva + Mara B. Graziella  Geremia. Lorena Giuffrida. Silvia Moccia. Elisabetta Morici. Patrizia Murazzano. Elisabetta Palmieri. Danielle Raillon.Jasmina Rojc. Marina Silvi. Karen Thomas

 

 

Artisti di Pink HeArt

 

Fabrizio Loiacono, minipersonale di fotografia

Maurizio Boscheri. Domenico Camaioni. Ruggero Lenci. Damiano Quaranta. Roberto Nizzoli. Francesco Olivieri

 

Performances

 

Irene Sarzi Amadè. Francesco Carlo Maria Chiapperini. Edda Rossi

 

Videocatalogo multimediale

Marco Nicolosi

Premi realizzati da

Massimo Olivieri

Logistica

Luigi Bevilacqua

Recensione

Recensione

 

Roma, 18 giugno h. 18, nella magnifica sala a pianta circolare, idealmente posta al centro dei monumentali spazi storici del Palazzo dell’Arte Moderna, sotto le grandi ali spalancate attorno all’occhio di luce che connette White Gallery al cielo,  s’installa l’opera cardine della manifestazione,  plana il fiero angelo guerriero, Immagine 1con il volto nascosto dalla lucente celata di cavaliere antico, simbolico protettore delle donne artiste, che mostra  il colore tenue del proprio cuore sensibile, nel solenne gesto del paladino offerente: la riproduzione di questa splendida statua, ribattezzata Oscar dell’Arte, sarà consegnata al vincitore nel corso della cerimonia di premiazione che concluderà l’evento. Immagine 1

Immagine 1,5

Quale migliore apertura dunque, per la straordinaria quarta edizione della Biennale delle Donne, ideata e curata magistralmente da Maria Claudia Simotti, direttore artistico, che ha lanciato negli ultimi mesi una vera e propria “Chiamata alle Arti”, se non in questa congiuntura ideale, alla presenza del Capitano Adriano Guacci Di Pergola, in rappresentanza del glorioso corpo dei Bersaglieri, la cui fondazione, il 18 giugno 1836, veniva celebrata, a Porta Pia, contemporaneamente all’inaugurazione della mostra-evento divulgata da Logos, associazione organizzatrice, nell’anno europeo della conciliazione fra vita professionale e vita familiare, attraverso il logo pugnace di un arco che scocca la freccia gentile dell’estro creativo femminile? 

Immagine 2

 

Un numero stranamente ricorrente il 18, segno di una predestinazione per il trionfo annunciato di una manifestazione particolarmente significativa: 

  Immagine

Logos Iniziative Culturali, promotrice di eventi di alto profilo culturale e sociale, ha voluto festeggiare il compimento dei suoi 18 anni di pura passione e di intensissima attività in campo artistico, con una delle manifestazioni di punta del proprio ricco palinsesto  promosso in luoghi d’interesse storico e architettonico:   un progetto rivolto alla valorizzazione e divulgazione del talento femminile, affiancato alla partecipazione degli artisti uomini che hanno fatto della donna il fulcro ispiratore della propria ricerca. Alla rassegna rosa infatti si aggiunge il contributo prezioso di un evento collaterale pensato per gli “Uomini che amano le donne”, coloro che  dedicano la propria acuta intuizione artistica, il sentimento nobile del proprio “Pink heArt” a rappresentare la figura femminile e la sua trasposizione per eccellenza, nell’omaggio a Madre Natura. 

Proprio 18 selezionate artiste tra pittrici, scultrici, fotografe, designer, digital artists, stiliste, performer oltre alle due protagoniste delle personali  hanno invaso e conquistato i 2500 mq di White Gallery, teatro di un allestimento articolato e complesso con oltre 150 magnifiche opere anche di grandi dimensioni.  

ImmagineUn complesso percorso espositivo, destinato a coprire tutti i magnifici saloni dell’elegante concept store che propone le maggiori griffe del lusso, nel cuore della city economica della capitale, si è esibito nel  vasto anfiteatro di una mise en scène da macchina leonardesca, lo smisurato palcoscenico del primo lifestyle store italiano, tempio del gusto più all’avanguardia, paradiso dell’eccellenza concepito come una straordinaria galleria d’arte del vivere,  nella moderna strategia di comunicazione di una imprenditoria illuminata capace di sognare nel tempo della crisi questo inaudito “barocco contemporaneo”.

Immagine 4Una manifestazione ricchissima di contenuti che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Roma e della Regione Lazio e si è avvalsa di un autorevole comitato d’onore presieduto da Roberto Bilotti (Museo Bilotti, aranciera di Villa Borghese)  e composto da Mario Baccini (presidente Ente Nazionale Microcredito, già Ministro della Funzione Pubblica), Roberto Bartolozzi (già deputato del Parlamento Europeo), Daniele Leodori (presidente Consiglio Regionale del Lazio), Mirko Coratti (presidente del Consiglio Comunale di Roma), Pasquale Calzetta (già presidente Municipio Roma Eur).

Immagine 2

 

La serata d’inaugurazione si è rivelata, nonostante il maltempo che ha imperversato, durante tutto il giorno e nei giorni precedenti, sulla capitale, un successo straordinario, per l’affluenza notevolissima di un pubblico attentissimo e partecipe, la presenza di autorità politiche e istituzionali inserite nel comitato d’onore, la partecipazione attiva degli esperti inseriti  nella giuria tecnica che ha espresso la propria valutazione tecnica sulle opere esposte. Nonostante l’orario d’inizio fosse fissato per le 18, i visitatori si sono presentati numerosi già dalle 17,30 mostrandosi subito molto interessati.

Immagine 3

Immagine 3,5 

Immagine 5

L’ideatrice e curatrice, Maria Claudia Simotti li ha  guidati nella visione delle opere descrivendole con  la precisione e la competenza di critico d’arte  consentendo al pubblico di apprezzare appieno  ogni opera e facilitando il compito della prestigiosa  giuria tecnica, presieduta da  Alfio Mongelli  (presidente RUFA – Rome University of Fine Arts) 

Immagine 6 

e  composta da Anna Silvia Angelini (presidente  Aide), Renato Giacomo Bisso (sculture), Fabrizio  Borni (presidente Anpoe), Carmela Iovine  (organizzatrice eventi culturali), Gualtiero Redivo  (artista), Giorgio Palumbi (critico d’arte), Massimo  Pezzella (collezionista), Mimma Pisani(artista), Vincenzo Varone (docente Accademia Belle Arti). 

Immagine 7 Immagine 8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine 9A rinfrescare gradevolmente gli ospiti ha provveduto Winophy, che ha dedicato un delizioso cocktail a tema,  ispirato alla tonalità dominante della serata, alchimia di equilibri profumati sulla base fruttata del liquore di lampone che ha colorato di rosa i calici della festa. 

Locandina Chiamata alle arti

 

 

 

Le due sale diametralmente opposte, a destra e sinistra della hall, ospitavano rispettivamente la personale di pittura di Sabrina Barbagallo, con le prospettive metropolitane caratteristiche della street art dei suoi “Last american dreams” e quella di Susi Lamarca, artefice della sperimentazione seriale di pannelli digitali che scandiscono la trasposizione astratta di percezioni  declinate al “Femminile singolare”. Nei pressi di quest’ultima, è stato proiettata la pubblicazione a corredo dell’esposizione, curata da Logos Edizioni Multimediali, un video catalogo completo delle opere a concorso, accompagnate dal commento della curatrice e dagli intensi componimenti poetici di Marco Nicolosi.

La mini-personale di fotografia di Fabrizio Loiacono ha contrassegnato la galleria degli accessori lussuosi, intercalati alle sofisticate textures di una cartografia segnica della superficie terreste, scossa dagli scatti intensi di un profondo “Heart-quake” .

Immagine 10Nella grande sala d’ingresso sono disposte, sulla sinistra, i gessi graffianti di Damiano Quaranta, l’abito icona ecologica pop di di Irene Sarzi Amadè e due teche, contenenti gli accessori di argento e lattice di palloncini  creati da E.vasiva + Mara B. e le imprevedibili collane in camera d’aria di Lorena Giuffrida. A due lati dell’ingresso sono invece collocate i vigorosi assemblaggi polimaterici di Annamaria Di Nitto e, poco più avanti le svettanti stele in marmo portoro di Patrizia Murazzano. Sulla destra sono visibili il picnic e il fine pasto concettuali di Elisabetta Palmieri, dedicate alle specialità culinarie italiane, i vividi cromatismi informali di Karen Thomas e la vetrina con gli oggetti di design di Massimo Olivieri. Ai due lati del passaggio che porta alla seconda sala centrale, vi sono i due abiti dipinti a mano da Stefania Cavalieri, seguiti dalle tele oniriche di Domenico Camaioni. 

Immagine 11

Nella seconda sala, al centro, allestite a terra, si accendono di bagliori  gli arazzi di Jasmina Rojc mentre, ai lati, in senso orario, si susseguono le rapinose spatolate ad olio di Danielle Raillon, le serenanti fantasie floreali di Graziella Geremia, l’introspezione malinconica di Giovanna Cataldo, le silhouette sinuose di Roberto Nizzoli, i cristalli dipinti al rovescio da Angela Balsamo, i nitidi nudi plastici di Marina Sivi, gli intensi ritratti di Silvia Moccia e i tatuaggi somatici di Elisabetta Morici. Nella sala circolare successiva, a sorvegliare la torreggiante dignità della statua dell’Oscar realizzata da Renato Giacomo Bisso, sono posti i maestosi felini del selvaggio paradiso esotico di Maurizio Boscheri. Proseguendo oltre si incontrano le ieratiche rivelazioni mistiche di Renata Solimini, gli abiti nuziali eternati in sculture su tela da Caterina Borruso,  gli scatti documentari e antropologici di Linda De’ Nobili e  gli imponenti volti di eroine espressioniste di Francesco Olivieri.

Immagine 12

L’ultima sala che conclude la traiettoria lunghissima dell’asse centrale che si protende solenne dal porticato d’ingresso, campeggiano i due superbi “affreschi” dell’high society di Ruggero Lenci, dedicati al glamour divertito degli aristocratici cappellini che si assiepano fitti per la celebre corsa dei cavalli di Ascot.

 

 

 

Intorno alle 19.30 nella parte sinistra della hall, la stilista Irene Sarzi Amadè ha incantato un vasto pubblico con il suo “istant fashion”, dando prova della sua abilità realizzando dal vivo un abito di alta moda ispirato alla nuance regina della serata, “cucito” direttamente sul corpo di una giovane visitatrice, modella per una sera.

Immagine 14

 

Immagine 13

 

 

 

 

 

 

 

Immagine 15

Successivamente, nella stessa area, si è tenuta l’attesa cerimonia di premiazione alla presenza di un pubblico numerosissimo e plaudente, riunito per ascoltare la proclamazione che Maria Claudia Simotti ha celebrato in un clima di trepidante attesa, procedendo alla consegna delle bellissime coppe artistiche rosa elaborate da Massimo Olivieri per l’occasione. Vince la quarta edizione della Biennale delle Donne, con l’elegante scultura “Out out”, in marmo portoro, Patrizia Murazzano, che riceve il premio dal Presidente di giuria Alfio Mongelli, Presidente Rufa, Rome University of Fine Arts.

Immagine 16

 

 

 

 

 

 

 

Alla seconda classificata Silvia Moccia, con il misterioso ritratto dal titolo “Sara con velo”,  consegna il premio Anna Silvia Angelini, Presidente Aide. 

 

Immagine 17

Terzo posto ex aequo per Elisabetta Palmieri che ha presentato il provocatorio manifesto concettuale “Italia, svegliati” e a Jasmina Rojc , autrice della grande tela arazzo “Heartbeat”.

 

Immagine 18

 

 

 

 

 

Chiusura in grande stile della manifestazione con la consegna dell’ambita statuetta dal cuore rosa da parte del presidente Logos, che ha donato personalmente il trofeo simbolo della manifestazione a Ruggero Lenci, visibilmente soddisfatto per il successo della sua  pregevole opera “Ascot”.

Ai ringraziamenti e ai saluti finali di questa splendida festa d’arte e cultura si è aggiunto il caloroso arrivederci ad un pubblico meraviglioso con l’appuntamento per la Biennale delle Donne 2016.

Edizione 2012: Clelia Cortemiglia un riconoscimento all'opera ed alla carriera

28 Immagini

Si è conclusa con successo di critica e partecipazione di pubblico la fase finale del concorso dedicato alla creatività femminile che aveva preso le mosse con l'interessante serata inaugurale dell'8 marzo scorso, presentata da Maria Claudia Simotti. Dall'urna posta nella sala espositiva è uscito l'esito della votazione della giuria popolare che è stato sommato alla valutazione della giuria tecnica: vince la terza edizione di "Femminile plurale" la superba metafisica di una pura geometria aurea di Clelia Cortemiglia; la materia surreale densa di affabulazione visionaria di Celestina Salemi si aggiudica il secondo posto seguita dalla raffinata levità lirica dei volti di Lilli Carmellini; una menzione d'onore per la vivida essenza cromatica dell'opera di Alessandra Tabarrani. La Biennale delle donne artiste contemporanee che è stata lanciata da Maria Claudia Simotti, critico d'arte e giornalista, nel 2008 in occasione del Centenario della ricorrenza dell'8 marzo è giunta quest'anno alla sua terza edizione, nella cornice della storica galleria Studio Logos, nel centro storico della Capitale. Nel corso dell'inaugurazione l'ideatrice e curatrice dell'evento ha dedicato il suo consueto approfondimento critico alle opere esposte che sono state sottoposte al giudizio congiunto di una giuria di esperti e personalità dell'arte e al voto del variegato pubblico dei visitatori per tutto il corso dell'esposizione fino al 21 marzo. Il prossimo appuntamento per questa stimolante kermesse tutta rosa è per marzo 2014. Ma ecco i nomi delle 16 finaliste che hanno animato la competizione artistica di questa edizione di Femminile plurale:

  

  

emilia albani

almaviva

franca bandera

carla barrale

elisa belardinelli

 noemi bolzi

lilli carmellini

clelia cortemiglia

maria de pasquale

giusy de pasquale

 cinzia morini

matilde mulè

yaiaira pirela

celestina salemi

debora scuteri

alessandra tabarrani

 

Edizione 2010: Maria Luisa Caputo, la vittoria di un'artista eclettica

28 Immagini

L'importante concorso che valorizza la migliore selezione di opere d'arte realizzate eslusivamente dalla creatività femminile si è aperto a tutti i linguaggi e alle tematiche contemporanee.

Maria Claudia Simotti, curatore della seconda Biennale d'arte dedicata alle artiste contemporanee ha consegnato l'attestato alla vincitrice Maria Luisa Caputo, sottolineando la carica espressiva della sua figurazione che ha saputo produrre alla luce di una originale innovazione stilistica.

L'artista che vive e lavora a Roma, si distingue anche in campo letterario con la pubblicazione di volumi di narrativa. Nel corso della premiazione sono stati assegnati gli altri attestati di merito: al secondo posto ex aequo la raffinata stilista mantovana Irene Sarzi Amadè e Daniela Tomerini, appassionata di cultura giapponese; Stefania Ancarani si aggiudica la terza posizione con la sua eccentrica scultura-gioiello.