Primo classificato ex aequo
GIUSEPPE ANTONIO DE TURSI
Un formidabile slancio creativo imprime alla rotazione del disco solare l’energia dinamica di un intenso magnetismo metafisico, che innerva la forza centripeta del simbolo del culto ricapitolare della classicità, prefigurazione del trionfante Sole di giustizia, il cui potente raggio attira la traiettoria della spinta propulsiva di una ricostruzione edificante: nell’acuta interruzione della continuità, la città nuova, eretta dal basso per mano dell’uomo, si protende in un perenne omaggio a sfiorare la città alta, eterna dimora dei Caduti.
Primo classificato ex aequo
RUGGERO LENCI
Il tessuto urbano sfibrato dalla divaricazione della faglia, cicatrice della roccia che deturpa il volto della città storica, si ricuce nella trama laboriosa delle mani tese, aperte nell’offerta sollecita d’aiuto reciproco, che rinsalda il legame sociale nel gesto generoso della solidale cooperazione: nella lacuna tragica delle relazioni interrotte cementa la speranza della partecipazione attiva dell’intera comunità nazionale che contribuisce fattivamente alla rinascita del patrimonio architettonico ed allo sviluppo del territorio della regione.
Terzo classificato Menzione d’onore
GIANFRANCO SCATIGNA
Un incisivo segno architettonico di raro rigore rappresentativo si allunga nel solco profondo di un’asperrima ferita asciutta, conficcando nella materia viva il fendente d’acciaio che spacca la mole lapidea, sciabola corrusca che ferisce e separa e reca incisa sulla lama fredda della propria memoria acuminata la direzione orizzontale e inesorabile del futuro.
Quarto classificato Menzione speciale
LEONARDO LUCA
La suggestiva soluzione d’ineffabile trasparenza cristallina della consistente lastra invisibile che produce l’illusione dei nomi sospesi, come fossero serigrafati sulla scia d’acqua del fitto emiciclo di zampilli retrostanti, si esalta nella visione notturna con l’accensione di punti luce che propagano la delicata elegia di un’ illuminazione votiva, nella raffinata levità di un intervento particolarmente evocativo.
Quinto classificato
HECTOR JACINTO CAVONE FELICIONI
La scelta audace d'installare nel perno nevralgico del complesso scultoreo il simbolo religioso della croce, che aveva sorpreso in fase di selezione, risulta appannata dalla posizione obliqua del simbolo, come fosse segno di caduta, che esaspera una già pesante retorica funeraria, allontanando la svolta della rinascita.
Sesto classificato
PIETRO CARLO PELLEGRINI
Nonostante l'interessante soluzione originale dell'idea compositiva che stimola la fruizione sensoriale, l'aspetto ludico dell'intervento, quasi d'intrattenimento collettivo, non è apparso consono alla natura commemorativa dell'opera, degna di un approccio puntuale, maggiormente rispettoso.


































